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La bellezza del coaching

una professione in crescita e piena di soddisfazioni

In un mercato del lavoro difficile e sempre di più alla ricerca di nuove opportunità, ecco una professione in grande espansione: il coaching.

Stiamo parlando di una figura professionale (il “coach”) che nasce nel mondo anglosassone negli anni '80 per aiutare e sostenere un'altra persona (il “cliente” o “coachee”) nel proprio percorso di sviluppo, che può essere sia in ambito personale che professionale.

Come professione, il coaching sta avendo una rapida espansione: si sostiene che in Italia i coach siano ormai un migliaio e che si sia sviluppato un giro d'affari di circa quindici milioni di euro. Altre ricerche stimano che nell’intero globo il coaching si abbia un giro d'affari da circa un miliardo e mezzo di dollari.

Ma in cosa consiste il lavoro di un coach? Si tratta di lavorare con il cliente per aiutarlo ad acquisire nuove prospettive e differenti punti di vista su un obiettivo o una situazione che lui stesso porta, inerente la propria professione o la propria vita personale. Questo perché probabilmente il coachee ha già provato a cambiare da solo, senza risultati, oppure perché sa che non riuscirebbe a farcela.

Sempre più spesso ci troviamo anche di fronte a situazioni in cui è un’azienda o un’organizzazione che chiede l’intervento di un coach, ad esempio per aiutare un manager in una transizione di carriera, oppure per aiutare un team a lavorare meglio insieme, o ancora per facilitare un cambiamento aziendale. I casi sono molti e variegati, ma il tratto comune è di fornire un supporto esterno a qualcuno che sente di dover acquisire nuove capacità per qualcosa che si trova ad affrontare.

Il lavoro si articola su vari incontri (che sono chiamati “sessioni”) in cui coach e coachee parlano in merito ad un obiettivo da raggiungere, un’attività da completare, un comportamento non utile da modificare, una credenza da ristrutturare.

Un buon coach riesce quindi a far apprezzare al suo cliente attività o comportamenti che fino a quel momento non aveva considerato, altrimenti ci sarebbe riuscito da solo. Va detto che il coach non deve per forza essere uno psicologo, anche se possedere capacità e competenze psicologiche evolute gli è utilissimo per entrare in relazione profonda ed efficace con il suo cliente.

Di sessione in sessione, grazie alle domande e agli strumenti proposti dal coach, il cliente riflette su quanto agito e su quanto appreso e lo integra nel suo modo di operare; insieme poi si definiscono altri obiettivi e altri compiti per l’ulteriore sviluppo delle competenze.

Parliamo delle capacità e delle qualità di un coach. Un buon coach dovrebbe avere una certa abilità per rimanere sulla “struttura” della situazione del cliente (il “come” viene fatto qualcosa) piuttosto che sul contenuto (il “cosa” viene fatto). Dovrebbe avere una grande capacità di ascolto, unita a un’eccellente competenza nel far domande, per estrarre dal cliente potenzialità inespresse, considerazioni non fatte o situazioni inesplorate.

Avendo a che fare con altre persone, il coach dovrebbe avere un’altissima attenzione all’etica e al rispetto dell’altro. Queste sono qualità per lo più innate ma sono anche parte integrante di un percorso di formazione che ogni coach dovrebbe intraprendere per lavorare ad alto livello e con grande soddisfazione del cliente.

A scopo di esempio, ecco di seguito alcuni casi trattati con il modello di coaching che adottiamo.

Cambio vita, cambio lavoro!
Un ex team leader di un’azienda informatica decide di lasciare l'organizzazione e di mettersi in proprio in un settore completamente diverso. Pensando di dover avere una “voce dal di fuori” che lo aiutasse a realizzare il suo progetto, decide di intraprendere un percorso di coaching per avere sia supporto psicologico nel momento di transizione, sia un supporto per le parti pratiche del lavoro (obiettivi di business, analisi del mercato, processi, etc…). Il percorso di coaching ha avuto come risultato una maggiore fiducia un se stesso, fondata sulla convinzione dei propri mezzi, che si è concretizzata in una fermezza nelle operazioni e un risultato monetario in attivo sin dal secondo anno (+ 14%).

Il manager "controllore"
Un manager di una multinazionale produttrice di beni di largo consumo aveva la forte tendenza a essere troppo "controllante" con i suoi collaboratori. In seguito all’intervento di coaching il manager ha indirizzato il suo comportamento in maniera più adeguata, rendendo il suo stile di leadership più funzionale per se stesso e per tutto il suo team.

Tre tennisti in uno
Un tennista classificato, anche maestro di tennis, lamentava un diverso rendimento tra vari momenti della sua pratica: quando giocava da solo a “batti muro” era eccellente e il colpo veniva fluido; quando palleggiava in campo con altri, andava ancora abbastanza bene, però meno che nel batti muro; quando era in partita, nulla di quello che sapeva fare nelle altre situazioni gli riusciva bene. Dopo una serie di sessioni di coaching e di visualizzazione, i tre diversi momenti di vita tennistica si sono allineati come fluidità e risultati, facendo raggiungere al maestro una maggiore consapevolezza di se stesso e dei suoi colpi. Da quel momento ha vinto il 27% di tornei in più rispetto ai precedenti due anni.

Troppa armonia non va bene?
In un'agenzia di una società di servizi al pubblico, tre soci vivevano in grande armonia tra loro. Una di loro lamentava però la scarsa attenzione dei dipendenti verso i clienti e in effetti l'agenzia era in perdita. Nella prima riunione del nostro intervento con i soci riuniti, abbiamo scoperto che i dipendenti "sfruttavano" proprio il clima troppo aperto che si respirava in agenzia e la relativa carenza di leadership. Capito questo, i soci hanno stabilito tra loro un diverso codice di comunicazione, poi condiviso anche con i dipendenti. A distanza di poco tempo il bilancio dell'agenzia è tornato in attivo (+5,7%), il lavoro è organizzato in modo migliore e i clienti sono di nuovo soddisfatti.

Il coaching può essere una professione meravigliosa perché porta ad avere una relazione profonda con le persone e ad essere veramente d’aiuto. Sicuramente non è una professione che si inventa ma può essere appresa da chiunque abbia le caratteristiche personali adatte e la voglia di crescere insieme ai propri clienti.

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